Questo
avvenimento ci fa molto riflettere , in pratica questa è
la prima apparizione in pubblico del Signore Gesù , eppure
aspettano solo queste due persone.
Sicuramente non erano ancora arrivato il tempo in cui Gesù
doveva ufficializzare la sua venuta , ma questa era la prima occasione
in cui si poteva vedere il salvatore.
Eppure vi erano ad aspettarlo solo un vecchio e una vecchia vedova.
2)
I DUE PERSONAGGI
Chi erano questi due personaggi ?
a)
SIMEONE.
…………..quest'uomo
era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele;
lo Spirito Santo era sopra di lui; 26 e gli era stato rivelato
dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto
il Cristo del Signore.
Di
questo Simeone si sa ben poco e nel passo che abbiamo letto inizialmente
troviamo l’unica citazione di quest’uomo.
•
Sappiamo dunque che era un giudeo
• Era timorato di Dio
• Aspettava la consolazione d’Israele;
• Dio gli aveva rivelato che non sarebbe morto prima di
aver visto Gesù ;
Da
queste caratteristiche possiamo dedurre una cosa importante, quest’uomo
era continuatamente assorto nella lettura del vechhio testamento
e nella preghiera.
Queste due doti lo portarono a vivere nell’attesa dell’arrivo
di Gesù
Da
quest’uomo possiamo trarre un vero insegnamento per noi.
Viviamo nell’attesa del ritorno di Gesù ?
Se non c’è questo chiodo fisso nella nostra mente
dobbiamo correre ai ripari, dobbiamo vivere nella parola di Dio
e nella preghiera , come faceva Simeone.
b)
ANNA
……………36
Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù
di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con
il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova
e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni. 37 Non si allontanava
mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava
del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Di
essa sappiamo qualcosa di più e anche da essa possiamo
trarre degli insegnamenti per noi,:
Non conosciamo nemmeno una parola che provenisse dalle sue labbra
ma il fatto stesso che fosse una vedova consacrata anno dopo anno
al digiuno ed alla preghiera parlava come interi volumi ad un
popolo che amava i suoi peccati. Il suo servizio nel tempio era
una condanna dei loro peccati ed un appello al ravvedimento.
INFATTI DI ESSA SAPPIAMO:
(1)
CHE ERA UNA PROFETESSA
Nella Bibbia troviamo altre profetesse , Maria, la profetessa,
sorella d'Aaronne , la profetessa, Debora, la profetessa Culda
, la profetessa Noadia.
Tutte queste donne hanno avuto un ruolo importante nella vita
del popolo di Israele e anche Anna aveva un rulo imprtante per
quei tempi in cui si era persa la memoria di aspettare un salvatore
.
Anna aveva una presenza costante e di fedeltà.
•
Era particolarmente dedicata al Signore tanto da diventarne la
portavoce.Nel dubbio, nell’insicurezza, nella disperazione,
uomini, donne e bambini, sapevano di trovarla là, nel tempio,
ad accogliergli.
Sapevano che lei avrebbe sempre avuto tempo per loro, per ascoltarli
e per comunicare loro la Parola del Signore.
•
Non era un sacerdote sempre indaffarato con le cerimonie del tempio,
non era il tipico profeta che arringava folle anonime, non era
l’intellettuale maestro della legge che, davanti alla sua
classe, faceva erudite disquisizioni. Era “soltanto”
una piccola donna, per altro molto anziana, apprezzata perché
particolarmente vicina a Dio.
•
Non aveva un “ufficio” in cui ricevesse “clienti”
su appuntamento, ma la gente sapeva di poterla trovare lì,
nel luogo del culto, perché lei, ogni giorno, da tantissimo
tempo, si recava per pregare. Quella donna era davvero vicina
a Dio, in comunione con Lui, e la cosa non sfuggiva alla gente,
che apprezzava questo molto più di tante espressioni istituzionali
della religione, e soprattutto ne apprezzava la disponibilità.
(2)
ANZIANA VEDOVA
Anna non era sempre stata così. Dopo soli sette anni di
matrimonio era rimasta vedova, probabilmente anche senza figli.
Certamente era stata per lei una tragedia: una vedova a quel tempo,
era una condizione davvero penosa.
A quel tempo le ragazze si sposavano circa a 14 anni. Possiamo
supporre che a 20 anni fosse già vedova.
Forse si sarà chiesta sicuramente Dov’era la fedeltà
di Dio ?
La società, inoltre, nonostante le prescrizioni del Signore,
era ostile alle vedove. “Perché vivere ancora?
Ma Anna aveva scoperto quanto fosse autentica la gioia e la consolazione
di trovare rifugio costante presso Dio, trovare in Lui la sua
forza e prendere a cuore la volontà rivelata del Signore.
Nella discrazia Anna aveva scoperto un rifugio sicuro presso il
Signore.
Quante
volte ci è successo qualcosa di grave e abbiamo sperimentato
poi…..il rifugio e la sicurezza in Dio.
Il segreto per tutto questo è la comunione continua con
lui nella preghiera .
Anna aveva riposto la sua fiducia nel Signore ed aveva fatto esperienza
della felicità del confidare in Lui.
(3)
DIVERSA DALLA SUA GENTE
Anna
si distingueva pure dal resto della sua stessa famiglia. Il nostro
testo ci dice che apparteneva alla tribù di ASER.
Aser (o Ascer) era l’ottavo dei dodici figli di Giacobbe
(Ge. 30:13).
•
Quando Giacobbe aveva benedetto, prima della sua morte, i suoi
12 figli, egli aveva predetto che la sua sarebbe stata una tribù
particolarmente benestante: “Da Ascer verrà il pane
saporito ed egli fornirà delizie reali” (Ge. 49:20).
• Pure Mosè, di Ascer, aveva detto: “Benedetto
più di tutti i figli sia Ascer! Sia il favorito dei suoi
fratelli e immerga il suo piede nell'olio” (De. 33:24).
• Quando poi Giosuè divise la terra promessa fra
le 12 tribù, ad Ascer era appunto toccato in sorte il territorio
più a nord, vicino al Mediterraneo, una terra molto fertile.
Con
le benedizioni materiali, però, erano pure venute le tentazioni.
E anche se era una tribù benestante non ubbidiva al Signore
. Sarebbe ben presto scomparsa dalla scena, trascinata via dall’invasore
assiro, e perduta per sempre alle pagine della storia.
Ecco però nel tempio di Gerusalemme proprio una della tribù
di Ascer!
Proprio nel mezzo dell’infedeltà della sua gente,in
quel periodo la presenza di Anna nel tempio, rivolge la nostra
attenzione alle meraviglie della fedeltà di Dio. Sebbene
la sua gente per secoli era stata infedele al loro Dio, ecco una
famiglia che Dio aveva conservato fedele. In modo per noi sconosciuto,
il Signore aveva visto come la sua famiglia aveva continuato ad
essere fedele al Dio dell’alleanza .
Anche noi discendiamo da una razza di peccatori
Romani
6:17 Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del
peccato ma avete ubbidito di cuore a quella forma d'insegnamento
che vi è stata trasmessa;
Ma
ringraziando Dio Gesù ci ha eletti in un popolo santo
1Pietro
2:10 voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo
di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete
ottenuto misericordia.
(4)
UNA VITA DI SERVIZIO
Siamo
presenti continuatamente nel tempio , come faceva Anna , per lodare
il Signore Iddio ?
Anna
viveva una vita di servizio giorno dopo giorno,
Anna conosceva la Bibbia , e sapeva
• Che Dio “fa giustizia all'orfano e alla vedova,
che ama lo straniero dandogli pane e vestito” (Deuteronomio.
10:18).
• Conosceva pure: “L'Eterno protegge i forestieri,
soccorre l'orfano e la vedova ma sovverte la via degli empi”
(Salmol. 146:9).
Nella sua solitudine questa vedova si aggrappa alle promesse di
Dio e lavora su queste promesse.
Anna sapeva dov’è la “santa dimora” di
Dio.
La sua propria abitazione con suo marito era vuota, non era più
una casa, ma sapeva di avere però “Colui che protegge”
per eccellenza, e così trova casa nel tempio stesso. Luca
dice che “non si allontanava mai dal tempio”.
Il Signore Iddio diventa il punto focale della sua vita.
Anna
si era impegnata in una vita di servizio
Luca 2:37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte
e giorno con digiuni e preghiere.
Nel tempio, però, lei non avrebbe pianto e ricordato solo
“i bei tempi andati”, né si sarebbe semplicemente
rallegrata godendo di questo nuovo suo rifugio, ma si sarebbe
impegnata in una vita di servizio, “servendo Dio notte e
giorno con digiuni e preghiere”.
La nostra casa spirituale è la CHIESA ,
1Pietro
2:5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare
una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici
spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.
Così che fa Anna? Si unisce ad un circolo femminile la
cui attività preferita è quella di pettegolare sull’uno
e sull’altro e commentare gli scandali che avvengono nel
contesto della società? No, questa vedova trova un compito
in cui impegnarsi, si impegna a digiunare e a pregare umilmente
per i peccati del suo popolo e a supplicare Dio che Dio li perdoni
e che conceda loro redenzione dai mali che li hanno intrappolati.
ANNA : Giorno dopo giorno Anna si dedica ad invocare il perdono
e le benedizioni del Signore. ………serviva Dio
notte e giorno con digiuni e preghiere.
E noi ci occupiamo degli altri fratelli , o ci preoccupiamo escusivamente
dei nostri affari del nostro lavoro ?
NOI : Come dice l’apostolo Giacomo, “pregate gli uni
per gli altri, affinché siate guariti; molto può
la preghiera del giusto, fatta con efficacia” (GIACOMO.
5:16).
(5) Il suo compito non è cessato.
Poi questa donna si volta e se ne va. Ringrazia Dio e se ne va.
Dove se ne va? A sprecare il suo tempo ora che la salvezza da
parte del Signore è vicina?
• No, niente affatto. Luca ci dice che “parlava di
quel bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme”.
• E’ una donna anziana. Ora che le sue preghiere sono
state esaudite, continua ad operare e a dire a tutti ciò
che è avvenuto e avverrà.
• E’ sempre lei, quella povera e vecchia vedova che
diventa proclamatrice dell’Evangelo. Quante forze avrà
potuto avere per farlo a 84 anni? Eppure va e lo fa.
• Non sono i sacerdoti e i dottori del tempio, esponenti
ufficiali della religione, che accolgono Gesù, Maria e
Giuseppe, ma personaggi oscuri e apparentemente secondari.
Anche
il nostro compito non è finito qui, siamo nella chiesa
al calduccio , ma andiamo per il mondo a proclamare la salvezza
in Gesù ?
Marco
16:15 E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate
il vangelo a ogni creatura.
3)
CONCLUSIONE
La fedeltà di questa donna è invidiabile .
• Lei sa che in Dio può trovare rifugio sicuro. Anna
non ha paura di distinguersi dalla sua stessa gente
Anna si impegna in una vita di servizio intercedendo in favore
del suo popolo e delle sue miserie.
In lei dimora lo spirito di Cristo, e sa che gli anni che Dio
ci concede non sono mai inutili.
E’ Anna che non cessa di parlare di Cristo, quand’anche
fosse l’unica a farlo.
Preghiamo affinchè tutti noi possiamo assomigliare ad Anna
nella sua fedeltà e perseveranza, e avere la forza di proclamare
l’evangelo in questo mondo corrotto e di peccato.
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