LA
CHIESA DEI FRATELLI
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CENNI DI STORIA DEL MOVIMENTO DELLE ASSEMBLEE DEI FRATELLI IN ITALIA. Le assemblee dei fratelli sono diffuse in tutta Italia e costituiscono una presenza significativa nel panorama dell’evangelismo italiano. Esse sono state tra le prime chiese evangeliche
italiane sorte nel periodo risorgimentale. |
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Dal 1795 al 1825 nacquero i pionieri del movimento dei fratelli nel mondo: Fra i personaggi di spicco emergevano uomini di profonda spiritualità e cultura: A.Norris Groves, George Muller, Hebry Craik e J. N. Darby. |
A.Norris Groves, giovane dentista di Plymouth in Inghilterra, convinto che l’insegnamento evangelico richiede dal credente una completa consacrazione e l’abbandono delle ricchezze, lasciò la professione e partì missionario a Bagdad e poi in India, dopo aver distribuito tutte le sue ricchezze. Si preparò al ministerio al Trinity College di Dublino in Irlanda, dove si unì agli incontri organizzati in modo informale da Cronin. Le convinzioni dottrinali di Groves si formarono attraverso la lettura attenta della Bibbia. Egli maturò la convinzione che i credenti erano liberi di rompere il pane insieme senza un ministro consacrato e ogni primo giorno della settimana doveva essere messo a parte per ricordare la morte del Signore. |
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George Muller si convertì in Prussia e dalla Prussia si stabilì a Bristol nel 1832, in Inghilterra, dove conobbe il Groves, di cui sposò la sorella. In collaborazione con il Craik fondò una comunità secondo quelli che furono poi i principi dei “fratelli aperti”, dedicandosi in particolare alla cura degli orfani. Creò orfanotrofi che arrivarono a ospitare 2.000 orfani. Senza sollecitare doni, egli confidava solo nel Signore, esercitando la fede e sperimentando la potenza della preghiera. Nel corso della sua vita, George Muller istruì non meno di 123.000 bambini, fece circolare 275.000 Bibbie in varie lingue, aiutò varie missioni nel mondo con circa 255.000 sterline, sostenendo 189 missionari e 112 assistenti. Queste cifre sono davvero considerevoli, se si pensa che si era in un’epoca a cavallo tra il 1800 e il 1900. Questo servo di Dio chiuse i suoi occhi a Bristol, la sua amata città adottiva, il 10 Marzo del 1898 ma la morte non ha potuto cancellare l’opera che Dio ha compiuto attraverso di lui, George Muller, ancora oggi, continua ad essere un grande esempio di fede e di preghiera per tanti figlioli di Dio . |
Craik, scozzese laureato in teologia, fu amico del Groves e del Muller, con cui collaborò a
Bristol. |
Nel 1827 a Dublino Groves, Cronin e Parnel insieme ad altri celebravano la Cena del Signore aperta e libera per tutti i credenti senza un ministro consacrato, realizzando il sacerdozio di tutti i credenti e l’esercizio dei doni spirituali. Groves contestava le barriere denominazionali, affermando che l’unità e la comunione dei credenti si manifestano intorno alla tavola del Signore, l’unico capo della chiesa. Affermò, inoltre, che nessuno ha il diritto di stabilire termini della comunione che non siano identici a quelli della salvezza. Nel 1828 il Groves, convinto del battesimo per gli adulti, si battezzava. L’anno dopo mise in risalto le sue convinzioni sulla missione della chiesa e guidò il primo gruppo missionario delle assemblee a Bagdad.Nel 1831 fu fondata da Newton e Darby l’assemblea di Plymouth, nel 1832 Muller e Craik si stabilirono a Bristol. Nel 1837 Darby si recò nella Svizzera francese per curare i nuovi contatti Nel 1845 Darby tornò dalla Svizzera con nuove convinzioni esclusiviste che lo portarono a separarsi dall’assemblea di Plymouth, accusata di disordine. Tre anni dopo, nel 1848, la scomunicò e contestò all’assemblea di Bristol il fatto di aver accolto in comunione alcune famiglie provenienti dalla comunità di Plymouth, che lui aveva scomunicato. Muller e Craik, anziani della chiesa di Bethesda a Bristol, scrissero a Darby spiegando la loro posizione. Darby rispose scomunicando anche la comunità di Bristol, sancendo così la rottura definitiva fra i fratelli aperti e i fratelli stretti o esclusivisti. |
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Alle origini della Chiesa "dei Fratelli" in Italia è la figura del conte fiorentino Piero Guicciardini nato nel 1808. Egli realizzò la salvezza di Cristo tramite dei credenti della Svizzera francese e l'opera degli asili, che Mathilde Calandrini aveva iniziato a Pisa tra il 1831 e il 1846. Guicciardini venne a sapere dalla Calandrini che a Pisa si tenevano riunioni per leggere e meditare la Parola di Dio e ebbe così i primi contatti con gli evangelici. Iniziò a Firenze un'opera analoga a quella degli asili di Pisa. Si cominciarono a tenere delle riunioni familiari in cui si leggeva la Bibbia. Più tardi andò in Svizzera e s'incontrò con alcuni credenti. |
Guicciardini
dichiara che la sua conversione a Cristo avenne nell'anno 1836. Fino
ad allora era stato mosso da un generico interesse religioso. Nel 1851 Guicciardini viene arrestato a Firenze ed esiliato. Passa nelle Valli valdesi in Svizzera e più tardi in Inghilterra. Qui trova che le riunioni dei fratelli darbisti erano simili a quelle che avevano luogo a Firenze e si lega con loro. A Londra incontra anche Pietrocola Rossetti, lo evangelizza e lo aiuta ad affidarsi al Signore Gesù. Nel 1854 Guicciardini rientra in Italia e comincia la sua attività a Pietra Ligure e poi in Lombardia. Anche Pietrocola Rossetti torna in Italia e fonda alcune comunità nella zona di Alessandraia, dell'Astigiano e del Pavese. Verso il 1870 dei cristiani si organizzarono come "Chiesa libera" i Fratelli non vollero legarsi, sia per il rifiuto di ogni forma di organizzazione, sia perché non approvavano i legami che la Chiesa libera aveva con la massoneria e il suo forte anticlericalismo. La Chiesa "dei Fratelli" conta circa 250 comunità in Italia, alcune grandi, altre piccole. Per costituire una comunità "di Fratelli" non è necessario avere un minimo di membri. Importante è che vi sia un gruppo di cristiani battezzati che possono rompere il pane insieme e che si radunino regolarmente. Le assemblee "dei Fratelli" sostengono vari asili infantili e una casa per anziani. Le Chiese Cristiane Evangeliche "dei Fratelli" si distinguono nel panorama evangelico, per la loro ecclesiologia che, basandosi sul Nuovo Testamento, porta al rifiuto di ogni struttura ecclesiale o interecclesiale istituzionalizzate. Poiché credono che Gesù Cristo è "Capo supremo della Chiesa", le chiese locali, pur ricercando e vivendo fra di loro rapporti di comunione e di collaborazione, sono autonome l'una dall'altra, essendo ciascuna guidata per mezzo del servizio di un collegio di "anziani". Il
culto si svolge in una forma libera. Tutti i fratelli battezzati possono
parteciparvi attivamente. Per quanto riguarda la responsabilità del cristiano per la vita pubblica e per le questioni sociali, egli l'assolve quando ubbidisce all'Evangelo, quando lo annunzia, quando ama il prossimo, quando vive la sua vita onestamente. Dottrina ed organizzazione Nella dottrina i fratelli si aderiscono al nuovo testamento e non accettano dottrine religiose. Tengono la bibbia per essere la parola ispirata ed infallibile del dio e per accettare il nuovo testamento come loro soltanto regola di fede e di pratica. Credono nella trinità, nella divinità di Christo, nello Spirito Santo e nella Salvezza in Cristo Gesù. In pratica i fratelli seguono molto attentamente
gli insegnamenti della bibbia ed osservano la semplicità primitiva
della chiesa apostolica. Nuclei più numerosi si trovano in Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana. Altri gruppi sono nelle Marche; infine forti gruppi si trovano nelle Puglie, Campania e in Sicilia. v e d i |
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