NELLA BIBBIA VI SONO CONTRADDIZIONI?
   
di Gaetano Rizzo
In tutta la storia dell’umanità dagli inizi fino ai giorni d’oggi vi sono stati sempre uomini che in un modo o nell’altro hanno schernito la parola di Dio. I modi in cui le Sacre Scritture sono state calpestate e insultate sono stati i più svariati. Chi l’ha rinnegata come parola ispirata di Jahveh, chi l’ha accusata di essere priva di ogni potenza, ma solo ricolma di parole vuote. Addirittura vi sono stati e ci sono tutt’ora individui i quali la considerano addirittura antiquata, sorpassata e non più adatta ai giorni nostri. Però una delle accuse tanto classiche quanto inconsistenti è questa:

“LA BIBBIA SI CONTRADDICE”

Arrivando poi addirittura a citare fino ad una miriade interminabile di versetti i quali secondo tali critici si contraddirebbero provando la loro tesi blasfema. In questo studio ne riporterò molti anche se non ho la pretesa di averli esaminati e fatti esaminare tutti. Incominciamo ad esaminare il problema partendo dalle Scritture ebraiche e aramaiche, più comunemente dette Vecchio Testamento. Partirò prima con la presunta contraddizione, poi vi sarà una Risposta, la quale la confuterà chiarendo, almeno lo spero, ogni possibile dubbio a riguardo.
Che età aveva Terach quando è morto?
RIFLESSIONE RISPOSTA

Genesi 11:32. “Il tempo che Tera visse fu duecentocinque anni; poi Tera morì in Caran”.
205 anni.

Genesi 11:26 “Tera visse settant'anni e generò Abramo, Naor e Aran”.
“Allora egli lasciò il paese dei Caldei, e andò ad abitare in Carran; e di là, dopo che suo padre morì, Dio lo fece venire in questo paese, che ora voi abitate”. Atti 7:4
“Abramo partì, come il SIGNORE gli aveva detto, e Lot andò con lui. Abramo aveva settantacinque anni quando partì da Caran”. Genesi 12:4.

145 anni (70+75):

L’errore dei critici è qui facile da dimostrare. Essi vedendo che Abraamo viene menzionato per primo pensano che sia stato il primogenito di Tera, partendo da questo malinteso essi iniziano dai settant’anni di Terah e ad essi ne aggiungono altri settantacinque strumentalizzano passi come Atti 7,4; Genesi 12,4. ma ciò è falso.

Infatti la genealogia di Abraamo presente in Genesi 11:26; viene fatta tenendo conto dell'importanza del personaggio e non dell'ordine cronologico di nascita...
Un episodio per comprendere meglio la cosa lo possiamo trarre dal libro biblico di I Cronache 1:28; leggiamolo:

“I figli di Abraamo furono: Isacco e Ismaele”.

In questo passo nel quale vengono menzionati i due figli di Abraamo, notiamo il nome di Isacco viene evidenziato per primo, eppure Ismaele è il primogenito di Abraamo, ci fa comprendere come in tal caso la genealogia del primo patriarca d’Israele viene fatta in base all’ordine di importanza e non all’ordine di nascita, lo stesso vale per Genesi 11:26.

Tenendo conto quindi di tali fatti che ci aiutano indubbiamente a intendere nel modo giusto il verso di Genesi, capitolo undici citato poco prima, possiamo concludere che Tera generò Abramo a 130 anni, visto che quando morì aveva 205 anni, mentre Abramo ne aveva 75 (130+75=205).
Dio mantiene le promesse?
RIFLESSIONE RISPOSTA

Si.

Genesi 17:8 “A te e alla tua discendenza dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perenne; e sarò loro Dio»”.

No.

Atti 7:5 “In esso però non gli diede in proprietà neppure un palmo di terra, ma gli promise di darla in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui, quando egli non aveva ancora nessun figlio”.

Si.

Ebrei 11:8-9 “Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa,”

No.

Ebrei 11:13 “Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra”.

Iniziamo a confutare quest’altra “contraddizione” degli oppositori della Bibbia incominciando ad esaminare il passo di Genesi 17:8.

Genesi 17:8 “Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Canaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio»”.


Atti 7:5; e Ebrei 11:3; non contraddicono affatto i due passi che li precedono. Il verso di Atti comunque afferma che Dio avrebbe dato ad Abramo la terra promessa, anche se in futuro, mentre in Ebrei si parla di un altro tipo di eredità la quale non riguarda certamente la Palestina.

Oltretutto è interessante notare quanto segue:
Abraamo avrebbe avuto quel paese di cui parla Jahveh in Genesi 17:8; perchè la sua discendenza sarebbe appunto stata la "proprietaria di quel paese" quindi si può dire che questo era il luogo dato ad Abraamo anche se lui era solo"straniero" in esso.
Quanti erano i parenti di Giuseppe?
RIFLESSIONE RISPOSTA

Settanta.

Genesi 46:26-27 “Le persone che vennero con Giacobbe in Egitto, discendenti da lui, senza contare le mogli dei figli di Giacobbe, erano in tutto sessantasei. I figli di Giuseppe, natigli in Egitto, erano due. Il totale delle persone della famiglia di Giacobbe che vennero in Egitto, era di settanta”.

Esodo 1:5 “Tutte le persone discendenti da Giacobbe erano settanta. Giuseppe era già in Egitto”.

Settantacinque.

Atti 7:14 “Poi Giuseppe mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutta la sua parentela, composta di settantacinque persone”.

«Ci sono varie possibili spiegazioni. Una è che Atti 7:14 si basi sulla versione greca dei Settanta, e un’altra è che Stefano abbia incluso le mogli di nove figli di Giacobbe.
Vediamo prima ciò che disse Stefano, secondo quanto riportato in Atti 7:14: “Giuseppe mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutta la sua parentela, composta di settantacinque persone”. Con questo in mente, possiamo esaminare ciò che dice il racconto di Genesi circa il trasferimento della famiglia di Giacobbe in Egitto. Genesi 46:8 inizia dicendo: “Questi sono i nomi dei figli d'Israele che vennero in Egitto: Giacobbe e i suoi figli. Il primogenito di Giacobbe: Ruben”.

Segue quindi un elenco dei discendenti di Giacobbe, inclusi alcuni suoi pronipoti. La lista termina con queste parole: “Le persone che vennero con Giacobbe in Egitto, discendenti da lui, senza contare le mogli dei figli di Giacobbe, erano in tutto sessantasei. I figli di Giuseppe, natigli in Egitto, erano due. Il totale delle persone della famiglia di Giacobbe che vennero in Egitto, era di settanta”. — Genesi 46:26, 27.
L’elenco dei 66 discendenti di Giacobbe è stato compreso in vari modi. Alcuni studiosi includono Er ed Onan, figli di Giuda, come pure i suoi nipoti Chesron e Camul. (Genesi 46:12) Altri non contano Er ed Onan, perché già deceduti al tempo del trasferimento in Egitto. (Genesi 38:6-10) Alcuni studiosi biblici contano Dina, che a quanto pare non si sposò mai, o forse Eliab, nipote di Ruben, menzionato in Numeri 26:8. Ai 66 discendenti si possono aggiungere Giacobbe e anche Giuseppe e i suoi due figli (questi ultimi tre non presero parte al trasferimento in Egitto). Si arriva così al totale di 70.
Senz’altro il discepolo Stefano sapeva che il testo ebraico dice che i familiari di Giacobbe trasferitisi in Egitto erano 66. Perché allora Atti 7:14 attribuisce a Stefano la cifra di 75?

Alcuni commentatori biblici affermano che Stefano si basò forse sul modo in cui Genesi 46:27 è reso nella versione greca dei Settanta. Questa versione dà la cifra più alta perché al versetto 20 aggiunge cinque nomi (tre figli di Manasse ed Efraim e due nipoti), che non sono menzionati nel testo ebraico. Oppure, se Stefano stesso aveva in mente la cifra ebraica di 66, quando Luca scrisse il libro di Atti in greco può aver messo la cifra della Settanta, in quanto questa era la versione greca comunemente usata allora.
Ma sia che Stefano abbia effettivamente parlato di 75 anime o che questo numero sia stato preso dalla versione greca di Genesi 46:27, esso si può armonizzare con la cifra ebraica di 66 aggiungendo le mogli dei figli di Giacobbe, che, come dice specificamente Genesi 46:26, erano state omesse.
Perché contare solo nove mogli? Dei dodici figli, la moglie di Giuseppe non sarebbe stata inclusa in quanto, essendo egiziana, non era stata chiamata lì da Giuseppe. (Atti 7:13-15) Inoltre, all’epoca del trasferimento la moglie di Giuda era morta. (Genesi 38:12) Quindi resterebbero al massimo 10 mogli. Può darsi che fosse morta anche la moglie ebrea di Simeone, dal momento che il suo ultimo figlio, Saul, è chiamato “figlio di una Cananea”. (Genesi 46:10) Oppure la cifra di nove potrebbe essere esatta se Beniamino, il figlio più giovane, non era ancora sposato all’epoca in cui la famiglia prese a risiedere in Egitto. In questo caso i figli di Beniamino menzionati in Genesi 46:21 sarebbero nati dopo il trasferimento, pur essendo inclusi nell’elenco a motivo del ruolo che avrebbero poi avuto nella tribù e nella nazione. (Confronta Ebrei 7:9, 10). Perciò, se si sommano le mogli di nove figli di Giacobbe al totale parziale di 66 anime menzionato nel testo ebraico di Genesi 46:26, si arriva a 75, come dice la Settanta e come si legge in Atti 7:14.

 

   
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