FIDUCIA
NELL'UOMO ? |
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da
http://chiesamonza.altervista.org/index.htm |
| In una trasmissione televisiva, il premio Nobel Rita Levi Montalcini disse: “Per vincere l’insoddisfazione interiore bisogna avere fiducia nel prossimo ed aiutarlo; solo così si riprenderà ad aver soddisfazione per la propria vita.” Rita Levi Montalcini è una scienziata di notevole levatura, è un premio Nobel, avrà senz’altro una moralità umana notevole e quello che dice è tenuto in gran considerazione anche perché ha 92 anni ed è considerata una donna saggia, oltre che colta. Nonostante l’età è una donna che ha una mente lucidissima. E’ quindi ovvio che l’opinione pubblica possa dare molto ascolto alle sue parole, perché sono le parole di un luminare della scienza. Come si può vedere l’affermazione di questa scienziata alla luce della Bibbia? In poche parole: che cosa può dire un grande scienziato e che cosa, invece, dice Dio? Noi sappiamo, ed è umano, che l’uomo si fida del suo prossimo quando quest’ultimo ha un particolare spessore intellettuale o sociale; è conosciuto per la sua saggezza o peso politico o per un’attività professionale che svolge con particolare serietà e bravura. Si è portati quindi a dar particolare importanza alle sue deduzioni: “l’ha detto lui che è del settore, non posso dargli che ragione!” Se ad esempio io dico che l’ eutanasia è peccato davanti a Dio, la maggior parte di chi mi ascolta dirà: “ eh… mah… chissà, forse non è così, ecc…” se invece la stessa affermazione la dice il giorno dopo il papa, magari le stesse persone che il giorno prima mi avevano detto “forse non è così” diranno senza ombra di dubbio, rivolgendosi alle affermazioni del papa: “parole sante!” |
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Questo accade perché si da ascolto a uomini “del settore” senza pensare che un “uomo del settore” può anche dire cose non vere e questo perché può conoscere la moralità umana dell’ambito sociale nel quale è vissuto, ma non quella cristiana biblica. Prendiamo come esempio un fatto accaduto a Paolo: Atti 27:9-11.Questo è l’ultimo viaggio di Paolo, quello verso Roma. Atti 27:9 Ora, essendo già trascorso molto tempo ed essendo la navigazione divenuta pericolosa, poiché il digiuno era già passato, Paolo ammonì quelli della nave,10 dicendo: «Uomini, io vedo che la navigazione si farà con pericolo e grave danno non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre persone».11 Ma il centurione aveva maggior fiducia nel pilota e nel capitano della nave che nelle cose dette da Paolo. Paolo non era un marinaio né un capitano e quindi le sue parole caddero nel vuoto. Il capitano conosceva i venti e quindi il centurione si fidò di uno del “settore” e non di un prigioniero.Sappiamo come andò a finire la vicenda: la navigazione divenne pericolosa e dopo molte peripezie sbarcarono a nuoto sull’isola di Malta, perché la nave si sfasciò completamente. Paolo era un uomo di Dio, ed infatti non fu ascoltato. Anche il Nobel Rita Levi Montalcini, essendo nata e cresciuta in ambiente dove la morale cattolica è molto forte, afferma che “se si fa del bene non si ha più quel senso di insoddisfazione e di vuoto interiore”. Questo può essere vero, ma solo in parte. Anch’io quando non avevo accettato nella mia vita Gesù, come Signore e Salvatore, se facevo una buona azione poi stavo bene, ma per quale motivo stavo bene? Perché pensavo: “ah…oggi sono stato proprio bravo, sono contento di me e di quello che ho potuto fare, sono proprio soddisfatto.” Ma questo senso di soddisfazione quanto dura? Un giorno, due, tre e poi? Facendo così ci si mette in pace con se stessi e ci si illude per un periodo, per poi tornare nell’insoddisfazione. Quante persone fanno opere buone per cercare di mettere a posto la loro coscienza! Molti hanno l'arroganza di dire:“Ah… Dio non mi può dire nulla…ho fatto tanto, anzi me ne deve! Sono fiducioso di me e del mio operato!” Cosa dice la Bibbia in proposito? Filippesi 3:2 Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare (cioè da quelli che pensano che un rituale come la circoncisione, o il battesimo in ambito cristiano, possa bastare).3 I veri circoncisi infatti siamo noi che serviamo Dio nello Spirito e ci gloriamo in Cristo Gesù senza confidarci nella carne, E’ necessario, quindi, servire prima Dio nello Spirito, per poi, come naturale conseguenza, servire gli altri, il nostro prossimo. Poi segue la famosa affermazione di Paolo che diceva che se ci fosse stato da confidare nella carne, lui avrebbe potuto farlo più di altri perché era Fariseo di Farisei, ma per amore del Signore reputò tutte queste cose come spazzatura. Cosa dice il famoso versetto di Geremia 17:5 ? Così parla il SIGNORE: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio,e il cui cuore si allontana dal SIGNORE! Quindi, come diceva lo scienziato, e come dicono tanti altri: fiducia nel prossimo? Fiducia nell’uomo? Dio è chiaro in questo caso: Maledetto l'uomo che confida nell'uomo. Questo versetto può essere utile per tutte quelle persone che, magari, hanno l’intenzione di farsi raccomandare da degli uomini, (per svariati motivi) senza prima consultarsi col Signore e mettere in preghiera quello che si vorrebbe fare. Devo ricordare che Dio può farmi (può farti) trovare grazia davanti agli occhi di una persona, anche se questa non fa parte dei figli di Dio, ma bisogna discernere se quello che si vorrebbe fare è la volontà di Dio. Un esempio fra tutti fu Giuseppe. Genesi 39:1 Giuseppe fu portato in Egitto; e Potifar, ufficiale del faraone, capitano delle guardie, un Egiziano, lo comprò da quegli Ismaeliti che ce l'avevano condotto.2 Il SIGNORE era con Giuseppe: a lui riusciva bene ogni cosa e stava in casa del suo padrone egiziano. 3 Il suo padrone vide che il SIGNORE era con lui e che il SIGNORE gli faceva prosperare nelle mani tutto ciò che intraprendeva. 4 Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e si occupava del servizio personale di Potifar, il quale lo fece maggiordomo della sua casa e gli affidò l'amministrazione di tutto quello che possedeva.5 Dal momento che l'ebbe fatto maggiordomo della sua casa e gli ebbe affidato tutto quello che possedeva, il SIGNORE benedisse la casa dell'Egiziano per amore di Giuseppe; la benedizione del SIGNORE si posò su tutto ciò che egli possedeva, in casa e in campagna.6 Potifar lasciò tutto quello che aveva nelle mani di Giuseppe; non s'occupava più di nulla, tranne del cibo che mangiava. Giuseppe iniziò così a conoscere persone influenti in Egitto, i cosiddetti uomini del settore di cui perlavo prima, uomini che potevano dare una “dritta” a Giuseppe per poter, magari, diventare qualcuno; dava una buona testimonianza, lavorava con zelo, gli riusciva tutto e così trovò grazia davanti agli occhi dell’ufficiale del Faraone. Ma non finisce qui: dopo che la moglie di Potifar fece in modo di farlo rinchiudere in carcere… Genesi 39:21 E il SIGNORE fu con Giuseppe, gli mostrò il suo favore e gli fece trovar grazia agli occhi del governatore della prigione. 22 Così il governatore della prigione affidò alla sorveglianza di Giuseppe tutti i detenuti che erano nel carcere; e nulla si faceva senza di lui. 23 Il governatore della prigione non rivedeva niente di quello che era affidato a lui, perché il SIGNORE era con lui, e il SIGNORE faceva prosperare tutto quello che egli intraprendeva. Ma non finisce qui; dopo queste cose il Faraone in persona riconosce, grazie a Dio, che Giuseppe era un uomo saggio, grazie all’interpretazione che Giuseppe aveva fatto del sogno del Faraone. Genesi 41:39 Così il faraone disse a Giuseppe: «Poiché Dio ti ha fatto conoscere tutto questo, non c'è nessuno che sia intelligente e savio quanto te. 40 Tu avrai autorità su tutta la mia casa e tutto il popolo ubbidirà ai tuoi ordini; per il trono soltanto io sarò più grande di te». 41 Il faraone disse ancora a Giuseppe: «Vedi, io ti do potere su tutto il paese d'Egitto». Giuseppe iniziò la sua “scalata sociale”, grazie a Dio e non perché lo volesse Giuseppe, fino a diventare viceré d’Egitto. Conobbe persone potenti, le persone del settore che lo potevano raccomandare, ma Giuseppe faceva la volontà di Dio. Ecco come il Signore può utilizzare persone non credenti, per dare benedizioni ai Suoi figli. Ma Giuseppe non aveva fiducia in quelle persone, (fiducia che invece hanno molti raccomandati), ma aveva fiducia in Dio. Ed è questa la fiducia che devo avere, perché io sono “raccomandato” da Dio. Quindi: fiducia in Dio e non nelle raccomandazioni umane. Leggiamo in 2 Corinzi 3:4 Una simile fiducia noi l'abbiamo per mezzo di Cristo presso Dio. Efesini 3:12 nel quale abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui. La fiducia in Gesù fa sì che noi possiamo camminare senza paure e timori nel nostro pellegrinaggio su questa terra. Filippesi 1:6 E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Gesù quando inizia una cosa, la porta a termine, non come me, che potrei iniziare una cosa buona, però poi non la finisco. A maggior ragione bisogna avere piena fiducia in Lui, sapendo che anche se mi trovassi nella tempesta Lui è sempre vicino a me. 1Giovanni 5:14 Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Vorrei terminare con un versetto che racchiude in due righe la mia meditazione: Eb 4:16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno. Ed i momenti opportuni li conosce il Signore e non noi. |
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