N A T A L E ?
   
di Alfonso Quadro
Dicembre è un mese particolare, un periodo di tempo dove apparentemente la gente è più buona, più unita, più “cristiana”.
E’ il periodo delle feste natalizie in cui tutto è scintillante ed è tutto più bello.
Si parla di: “Notte magica, magia del Natale etc.”.
Purtroppo questo periodo è l’unico periodo nel quale questo mondo ricorda Gesù e subito dopo dimentica li figlio di Dio per pensare ad altre cose .

Infatti questo tempo anche se ha tutta una parvenza religiosa e sacrale nasconde invece sotto false spoglie tutta una serie di miti e leggende che affondano nella notte dei tempi .Dobbiamo realmente riflettere su tali cose e alla luce della Parola di Dio :l Tessalonicesi 5:21«pronti ad esaminare ogni cosa e ritenere il bene».per condurci, alla verità, in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio in ogni cosa.

Incominciamo , quindi ad esaminare i vari aspetti che circondano il Natale esaminando appunto questo rito che si tramanda da anni da usanze e riti antichissimi .

PERSONAGGI, USANZE, RITI E TRADIZIONI LEGATI ALLA FESTA

Purtroppo quello che sembra la festa più cristiana dell’anno non è altro che un insieme di festeggiamenti che per la Roma pagana cominciavano il 17 Dicembre con i Saturnali, feste in onore del dio Saturno, e culminavano nella notte di S.Silvestro che si celebra il 1° Gennaio.

Durante le feste ci si scambiavano come doni candele e statuette di argilla mentre era permesso il gioco d’azzardo e, ruoli sociali s ‘invertivano; lo schiavo diventava padrone e il padrone serviva per gioco, come a Carnevale. Quell’atmosfera scherzosa e persino orgiastica simboleggiava la fine dell’anno vecchio e originariamente si scambiavano dei rametti d’alloro, simbolo del sole, che in quei giorni cominciava nuovamente a ricrescere sull’‘orizzonte dopo la “morte” invernale del solstizio (22 dicembre).

Nel medioevo la Chiesa Cattolica vietò queste feste carnevalesche, poco consoni al Natale cristiano”, per trasferirle in un altro periodo dell’anno , appunto al Carnevale che originariamente cominciava a S. Stefano, il 26 Dicembre.
Questa in sintesi la storicità di questo periodo ,vediamo ora, in dettaglio le varie feste.

NATALE

La festa è celebrata in Occidente, dalla Chiesa cattolica il 25 dicembre, e dalle Chiese ortodosse il 6 gennaioNell’antica Roma il solstizio era un giorno sacro, ma lo si celebrava il 25 dicembre, giorno in cui il “ritorno” del sole dal sud al nord appare agli occhi di tutti: lo si vede infatti un poco più alto sull’orizzonte rispetto al 22.

L’Errore dipendeva a dal fatto che i romani ignoravano certe leggi dell’astronomia che gli Egizi già conoscevano da tempo. Accendevano, quella notte, fuochi in segno di festa. Sicché, la cristianità più tardi ha accettato la tradizione pagana consacrando con un ritardo di qualche giorno il solstizio d’inverno.

Di conseguenza il Natale non è il giorno storico della nascita di Gesù, che in effetti non si conosce.

La chiesa Occidentale cominciò a celebrare il natale intorno alla metà del IV secolo: verso l’anno 336 dC. si ha infatti notizia di una festa del Natale a Roma in quella data. Fu scelta per soppiantare la festa pagana del Natale del Sole, paragonando il Cristo al Sole nascente.La festa era una cerimonia antichissima e non soltanto romana: Gli Egiziani, per esempio, rappresentavano il sole appena rinato con l’immagine di un bimbo che veniva mostrato ai suoi adoratori al solstizio d’inverno. Quello che è sconcertante è l’analogia che si ripete nella chiesa cattolica durante la messa di mezzanotte: La statua del “bambino Gesù” viene esposta e adorata dai fedeli. Oltre a Cristo, a Budda, a Maometto, nascono al solstizio d’inverno altre divinità: l’egizio Morus, dalla testa di falco, con Ra e con: il celtico Wotan - Odino, il dio ‘‘sole in-vitto” che la religione vadica (lraniana) riconosce in Mltra.Cosi oggi il cattolicesimo con l’ingenua fede di soppiantare le feste pagane del natale del sole, volontariamente con grande contraddizione biblica, associa il natale di Cristo a quello di divinità solari inesistenti e dei di miti lontani .

S. SILVESTRO.

Veniamo cosi alla festa di S. Silvestro e al Capodanno.
A S. Silvestro, il papa battezzò l’imperatore Costantino, il 31 dicembre che chiudeva l’anno vecchio e conduceva al nuovo.

Cosi, come quel papa chiuse l’era pagana dell’impero aprendo quella “CATTOLICA ”.

Quella notte, si festeggiò il nuovo anno e la nuova era cattolica e si svolsero fiaccolate sulle pendici delle montagne e si illuminarono paesi e città con fuochi d’artificio.

Ma forse, non tutti sappiamo che il Capodanno romano era dedicato al dio degli inizi, Gianobifronte.In quel giorno i Romani si dedicava ai giochi d’azzardo che era permesso e usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi in un candido vaso miele con datteri e fichi rugosi perché dicevano: “nelle case passi il sapore e l’anno qua? cominciò sia dolce”

EPIFANIA

Per il vicino oriente, durante i primi secoli, il Natale e l’Epifania coincidevano al 6 di gennaio. Epifania significa per i cattolici: il riconoscimento e nell’adorazione dei Magi. Che cosa centra allora la befana ?

Tra la festa della befana e la festa dell’ Epifania non c’è alcun rapporto se non nel nome: Befana che deriva per dal latino “Epiphania”,che significava “manifestazione della divinità di Cristo”.

La vecchia che cavalca la scopa è in realtà la personificazione della Madre Natura che, giunta alla fine dell’anno invecchiata e rinseccchita, è una befana o “comare secca” da segare e bruciare.

Prima di morire offre una dolciumi e regalini che altro non sono se non i semi grazie ai quali rinascerà nelle vesti di una giovinetta.

Queste tradizioni rivivono ancora nelle campagne lombarde, dove si celebra la festa con grandi falò detti “borielli” su cui qualche volta si brucia un pupazzo detto “la vecia” o “la stria” che rappresenta la befana.

Si dice che i “borielli” si accendono perché possano illuminare la via ai Re Magi o perché la Madonna possa asciugare i pannolini del Bambino Gesù.È molto chiaro che in questa usanza si mescolano antiche tradizioni pagane e “cristiane”.

Anche in altri paesi , come la russia si svolge un simile rituale,si bruciano rami resinosi e il profumo acre della resina tiene lontano le streghe dalle case fino alla dodicesima notte, quella appunto dell’Epifania, quando si trasformano in buone vecchiette che portano doni ai bambini.

BABBO NATALE .

Streghe dunque! E come se non bastasse c’è anche Babbo Natale con la sua slitta trainata da renne che porta i regali ai bambini. Nell’Europa settentrionale e centrale, si chiama Santa Claus, che altri non è se non San Nicola di Bari.Questa sua funzione natalizia nasce da leggende che hanno trasformato il santo nel patrono dei fanciulli e dei ragazzi con una funzione analoga a quella di Gesù bambino o dei Re Magi. Negli Stati Uniti si è poi enfatizzata questa figura fino a farla diventare il simbolo natalizio

.Non è finito qui! Come se non bastassero, abbiamo preso in prestito anche un po’ di colori di altri paesi.

Così per festeggiare il ritorno del sole al solstizio d’inverno le antiche tradizioni nordiche hanno scelto i sempreverdi: pungitopo, agrifoglio, vischio, pino, ginepro e il celeberrimo abete: simboli verdi che rappresentano la continuità della natura. Tralasciando quelle di minore importanza per le insignificanti tradizioni, esamineremo piuttosto le altre per I miti, magie e costumi pagani che legano queste piante alle festività natalizie.

AGRIFOGLIO

Durante le festività, I ‘AGRIFOGLIO e considerato come simbolo augurale di abbondanza e prosperità.
Vengono anche adornati gli altari delle chiese e appesi come strenna augurale dietro le porte dei nostri appartamenti

Per i romani era una pianta “infelice” perché priva di frutti utili all’uomo e alle bestie, non la si poteva utilizzare nelle pratiche religiose.Era il simbolo di baluardo contro le avversità, che cacciava gli spiriti maligni ed era il simbolo dell’allegria, della felicità e anche della bontà perché offre asilo e cibo agli uccelletti che non migrano.
Forse proprio per questo è stata scelta per illustrare le prime cartoline natalizie nel secolo scorso.

VISCHIO

Anche il vischio è considerata pianta augurale per eccellenza Le attuali popolazioni nordiche l’hanno sempre ritenuta frutto di misteriose forze celesti, lI giorno del solstizio d’inverno, i sacerdoti celti, cercavano nei boschi quello, rarissimo, che nasce sulle querce per festeggiare il dio Wotan-Odmo, re degli dei.

Nel medioevo, guaritori e streghe preparavano elisir d’amore e porzioni magiche medicamentose. I rami della pianta, infine, accuratamente essiccati e trattati con opportuni riti contro il malocchio, si conservano tutto l’anno nelle abitazioni, per tenere lontano gli spiriti malefici del diavolo.

Ancora oggi c’e chi crede che passare sotto una pianta di vischio o baciarsi sotto il vischio magico a Capodanno, porti amore e felicità .Così, ad ogni Natale, la cristianità adorna le proprie case con piante legate alle tradizioni.

Nell’inverno, infatti, tutti gli alberi sono brutti, apparentemente morti e il sole si fa pallido, quasi stesse spegnendosi: le piante sempreverdi, invece, sono le sole a ricordarci che la vita continua e che la primavera non è lontana. Il verde è sempre stato l’immagine della natura, della fertilità e della prosperità così come l’albero verdeggiante è l’emblema di ciò che è vivo e fiorente.

CONCLUSIONI

Sacro e profano, un diabolico miscuglio fatto per confondere la mente e i cuori della gente semplice e ci si chiede di sapere quale deve essere il nostro atteggiamento di fronte agli avvertimenti della Bibbia.

Paolo attraverso la Bibbia ci ordina:
1Corinzi 10:14 Perciò, miei cari, fuggite l'idolatria. È noto nella Bibbia che fin dal principio nel giardino dell’Eden, il Serpente antico ha cercato di seminare il dubbio e l’ambiguità. Con grande abilità, l’uomo, corrotto dal peccato ha cercato sempre di mitigare le grandi verità di Dio con la falsità e l’ingiustizia. E' proprio questo il vero “Natale” biblico?

Il fatto di radunarsi sotto l’albero è segno di comunione con il Cristo? E’ proprio questo il metodo biblico per ricordarLo? Per la sua nascita Gesù non ha istituito alcuna forma di commemorazione.Lo stesso Gesù istitui l’unico atto commemorativo che la sua chiesa avrebbe dovuto costantemente ricordare in memoria del suo supremo sacrificio fatto per il peccato dell’uomo esso è la “Cena del signore”

Luca 22:19 Poi prese del pane, rese grazie e lo ruppe, e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 20 Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi.

La Bibbia parla di un altro “Natale”: la nascita di Cristo nella vita di un uomo che pone la sua fede nella Sua opera redentrice.L’uomo si deve trovare di fronte ad una grande realtà; la realtà della croce e del calvario e non della mangiatoia sebbene quella è da considerarsi come l’inizio dell’opera della sua redenzione.

È proprio vero quello che S. Paolo afferma.

Romani 1:21 perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. 22 Benché si dichiarino sapienti, son diventati stolti, 23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

 

   
Questo sito è prodotto dalla Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli di Via D. Minichini n° 17 - 80147 Napoli
 
HOME - STUDI I CONTATTI - GRATIS -- ATTUALITA' - GALLERIA -- E-MAIL - INTRO