BIBBIA E BIOLOGIA
   
La biologia racconta...

Quando si legge nelle SS. Scritture "animali secondo la loro specie", è chiaro che si vogliono indicare le grandi famiglie di animali.

Da più di un secolo, l'idea evoluzionistica imbeve gli spiriti... Tutti sono stati formati dallo stesso modello evoluzionista della scuola e dell'università. Questo dogma regna in sociologia, in etnologia, in geologia, in biologia. Non è per niente nelle nostre intenzioni negare il mutamento in ogni campo. Non difendiamo il fissismo biologico, nè l'immutabilità geologica.

Ciò che contestiamo, è il dogma dell'evoluzione trasformista, che vuole che tutte le specie viventi attuali abbiano una origine comune dalla quale tutte proverrebbero tramite trasformazioni profonde e progressive... In altre parole, noi combattiamo l'attualismo e il trasformismo che dalla metà del XIX secolo regnano senza ragione vera su tutte le scienze della vita. "Così Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, di cui brulicano le acque, ciascuno secondo la propria specie, ed ogni volatile secondo la sua specie. E Dio vide che questo era buono... E Dio fece le fiere della terra secondo la loro specie, il bestiame secondo la propria specie, e tutti i rettili della terra secondo la loro specie. E Dio vide che questo era buono." (Genesi 1:21,25 - ND).
Secondo la Bibbia, dunque, ogni essere vivente è stato creato "secondo la sua specie" (e la stessa cosa è detta per la vegetazione - cfr. Genesi 1:11-12), escludendo passaggi e trasformazioni da un genere all'altro. Va detto comunque che molto probabilmente la parola "specie" nella Bibbia non ha lo stesso senso che ha oggi. Quanto alle specie, secondo l'accezione moderna del vocabolo, possiamo notare che un gran numero di specie nuove (vegetali e animali) si sono differenziate dal diluvio in poi: per incrocio, per selezione naturale e non, per ibridazione, ecc., senza tuttavia sconfinare mai da una famiglia all'altra. Non essere fissisti significa riconoscere questo dato di fatto. Per ritenere valida la teoria dell'evoluzione (sotenuta apparentemente dalla paleontologia, che si occupa dello studio e della classificazione dei fossili), occorrerebbe che potessimo verificare la totalità delle condizioni seguenti:
1. Spiegazione plausibile dell'apparizione della vita a partire dalla materia, spontaneamente, senza intervento esterno (per il calcolo delle probabilità che questo evento si possa essere verificato, vedi punto 3.: La generazione spontanea della vita).

2. Presenza, negli strati più antichi, di organismi rudimentali da cui sarebbero potute originarsi ulteriori forme più complesse.

3. Apparizione progressiva e continua delle forme di vita partenti dalle semplici verso le complesse in senso irreversibile.

4. Presenza di forme di transizione fra le Specie, le Famiglie, i Generi, ecc.

5. Presenza di "serie evolutive" indiscutibili, all' interno, per esempio, di una stessa Famiglia, dimostranti il passaggio progressivo da una forma all'altra.

6. Spiegazione plausibile dei fattori che avrebbero potuto trasformare certe specie e lasciare altre invariate dalla loro prima apparizione negli strati inferiori.

7. Evidenza delle leggi naturali attuali che permettono questo trasformismo; o almeno, in mancanza di ciò, dimostrazione dell'esistenza di fattori naturali che sarebbero stati anticamente concomitanti per permettere tali trasformazioni, e giustificazione della loro sparizione.

La teoria evoluzionista (interessante a questo proposito il parere del Prof. A. Zichichi) non ha ragioni di pretendere di essere un fatto appurato, nè tantomeno una teoria altamente probabile, infatti non può rispondere a nessuno dei punti suddetti. I fossili, invece, mostrano: 1. L'apparizione improvvisa in grande varietà di forme altamente complesse senza progenitori. - 2. L'assenza di forme trasitorie tra grandi gruppi, esattamente come ci si aspetterebbe se fossero stati creati.

Mentre esistono forme intermedie al livello di sottospecie, l'assenza degli anelli di passaggio tra le grandi categorie è regolare e sistematico (il più classico esempio è quello dell'archeopterix). Mentre l'evoluzionista cerca di trovare i progenitori per tutti i gruppi, pare invece che i grandi gruppi furono creati distintamente, possedendo però una capacità cromosomica per una quantità limitata di variazioni. Darwin ha considerato i documenti fossili come le più serie obiezioni contro la sua teoria e, come abbiamo visto, questa obiezione resta ancora oggi. Però, contemporaneamente, la maggior parte degli evoluzionisti di oggi vede nei fossili anche la più importante prova per la teoria dell'evoluzione delle specie.Cioè asseriscono che le rocce più vecchie contengono fossili di animali semplici mentre rocce più giovani contengono fossili di animali più complessi, mostrando così una progressione.Quest'idea solleva naturalmente la questione: "Come si sa quali sono le rocce più antiche?" I geologi determinano l'età delle rocce sulla base dei fossili che contengono.
Quelle che contengono fossili di animali più semplici sono considerate più antiche e quelle che contengono fossili di animali più complessi vengono considerate più recenti!! E' il gatto che si morde la coda... Ecco la conferma del biologo francese L. Bounoure che racconta come, da studente, fosse naturalmente evoluzionista, perché i suoi professori lo erano e gli sembrava impossibile essere altrimenti. Egli mostra come dovette lottare contro questa teoria quando, divenuto lui stesso professore di università, s'accorse che "i fatti" si opponevano decisamente alla teoria dell'evoluzione e come, per onestà intellettuale, cominciò a combattere ciò che una volta aveva accettato ed anche insegnato come un'evidenza. Egli ha sottolineato: "La devozione all'idea finisce per offuscare completamente il senso dell'oggettività scientifica. Da ciò consegue che l'evoluzionismo dipende interamente da una vasta petizione di principio, e cioè: i fatti in paleontologia sono utilizzati per provare l'evoluzione e, nello stesso tempo, essi trovano la loro spiegazione in questa teoria inventata da loro. Si tratta di una magnifico esempio di circolo vizioso!".

Ma che cosa provano i fatti in biologia per quanto riguarda le famose mutazioni che avrebbero portato sempre nuovi miglioramenti in natura (dal caos primordiale verso la perfezione degli esseri viventi, secondo la teoria evoluzionista)? Ecco qualche argomento che può far riflettere:

a) La giraffa dal "collo corto"

b) Le leggi dell'ereditarietà

c) La legge 'del più forte'

d) Le mutazioni ipotizzate da Darwin

   
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