LA
FESTA EBRAICA DELLA SHAVUOT |
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Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane |
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Shavuot cade il 6 e il 7 di Sivan, esattamente sette settimane dopo Pesach. Fino a quando non fu stabilita la durata precisa dei mesi la ricorrenza poteva cadere il 5, il 6 o il 7 del mese, fatto unico per le ricorrenze comandate nella Torà. Shavuot è chiamata anche "Tempo del dono della nostra Torà". La Torà è per gli ebrei il dono più grande fatto da Dio all’uomo, il legame con essa è fortissimo e ha un valore di sacralità. Questo spiega anche perché la data precisa non avesse troppa importanza: la cosa fondamentale è la rivelazione della Torà, il legame con una data storica riveste una importanza secondaria. Gli ebrei dopo essere rimasti schiavi in Egitto, finalmente liberi, trascorsero 40 anni nel deserto; quando furono ai piedi del Monte Sinai Mosè, loro capo, salì sul monte dove ricevette in dono da Dio la Torà da consegnare al popolo d’Israele. |
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Le Leggi contenute nella Torà sono ancora oggi la base e il cemento
del popolo ebraico. Così come Pesach rappresenta il raggiungimento
della libertà materiale; questa festa rappresenta il raggiungimento
della libertà spirituale, la libertà di scegliere di accettare
la legge morale, di accettare il giogo divino. |
| Il
pasto di Shavuoth è a base di latte. (Le regole alimentari ebraiche,
in osservanza al divieto biblico "non mangerai il pretto nel latte
di sua madre" vietano di mangiare nello stesso pasto carne di qualsiasi
genere e di cibi derivati da latte). Le origini di questa usanza possono
essere diverse, le più accreditate sono due: il sapore della
Torà viene paragonato a quello del latte e del miele. La seconda
ipotesi è che gli ebrei non avendo ancora ricevuto la Legge,
non erano in grado di procedere alla macellazione rituale degli animali,
per cui si astenevano dal mangiare la carne. |
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