LA CRONOLIGIA DEI RE BIBLICI
   
tratto da ‘EVIDENCE THAT DEMANDS A VERDICT’ di Josh McDowell - Vol. I.

Edwin R. Thiele, professore avventista, uno dei massimi esperti di cronologia biblica al mondo, racconta in un suo articolo comparso su “Il Messaggero Avventista” del 1985, qual’era - quando lui era ancora uno studente universitario - l’atteggiamento degli studiosi riguardo all’apparente disordine della cronologia dei re ebrei. C’è da tener presente che, dopo la morte di Salomone, figlio del re Davide, a sua volta successore di Saul, primo re d’Israele, ci fu una scissione:
- A sud il regno di Giuda (comprendente le tribù di Giuda e Beniamino) con capitale Gerusalemme;
- A nord il regno d’Israele che raggruppava le altre dieci tribù con capitale Samaria.
Le vicissitudini di questi regni paralleli, con re propri, sono narrate dalla Bibbia nei libri dei Re e delle Cronache; e proprio nei libri dei Re sembra esserci una terribile confusione nelle date d’inizio dei regni dei vari re di Giuda e d’Israele. Ma ecco le parole del prof. Thiele:

“‘Non si può fare. Se, tanto per cominciare, i numeri fossero stati corretti, sarebbe stato possibile, raddrizzando la cronologia ebraica, realizzare qualche cosa, ma i numeri concernenti i re non furono riportati correttamente al principio: così oggi noi non possiamo farci nulla.’
Era la voce del mio docente W.A. Irwin, preside della facoltà di Antico Testamento all’Oriental Institute dell’Università di Chicago, che respingeva la mia richiesta di fare della cronologia dei re ebrei il tema della mia tesi di laurea. All’inizio della sua discussione in aula sui libri dei re (I e II Re), il professor Irwin aveva richiamato l’attenzione sulle contraddizioni e sugli errori costanti che si riscontrano nei dati riguardanti l’assunzione al trono dei monarchi. Al termine della lezione gli parlai della necessità di fare qualcosa circa i problemi da lui menzionati, il che m’indusse a richiedere che questo fosse l’argomento della mia tesi di laurea.

Così mi decisi per un altro argomento. Allorché ebbi terminato il mio corso e cominciavo a darmi da fare per la mia laurea, andai di nuovo dal professor Irwin per chiedergli che il soggetto della mia dissertazione fosse la cronologia dei sovrani ebrei. Egli tornò a rifiutare, asserendo che sarebbe stato del tutto impossibile riportare in qualche modo un po’ d’ordine nello stato caotico della cronologia dei sovrani ebrei.

Il professor George Cameron, mio docente di scrittura cuneiforme, quando gli parlai si mostrò della medesima opinione del professor Irwin. Quando tentai con il professor A.T. Olmstead, famoso assiriologo ed ebraista, questi affermò che da più di duemila anni i più competenti studiosi biblici lottavano con questo problema senza alcun costrutto. Se essi non avevano potuto farci nulla, neanch’io ci sarei riuscito. Aggiunse che egli stesso aveva lavorato per tutta la vita sulla cronologia dei sovrani ebrei, ma senza esito.

Tuttavia non riuscivo a capacitarmi che i numeri biblici vertenti sui monarchi ebrei contenessero un mucchio d’errori: stimavo che la difficoltà risiedesse nel fatto che quelli che avevano lavorato intorno al problema non comprendevano i metodi cronologici originali adoperati dai primi scrittori. Qualora questi fossero stati messi in luce, l’ordine avrebbe preso il posto del caos apparente. Il tema mi affascinava, sicché io gli prestai molta attenzione. Con il maturare del tempo le difficoltà più consistenti vennero risolte e riscontrai che le dichiarazioni bibliche cominciavano ad armonizzare.

All’Oriental Institute i professori rimasero incantati. Il professor Irwin mi chiese allora di fare della cronologia dei re ebrei il soggetto della mia dissertazione di laurea e il professor George Cameron, redattore del Journal of Near Eastern Studies, il periodico professionale dell’Oriental Institute, mi propose di pubblicare tale tesi qualora l’avessi approntata per la pubblicazione. Si agì precisamente in tal senso. Appena gli addetti al lavoro tipografico dell’ Università di Chicago ne ebbero sentore, mi dissero che se l’avessi stesa in forma di libro l’avrebbero pubblicata. L’elaborato uscì dalle stampe nel 1951 con il titolo The Mysterious Numbers of the Hebrew Kings (I misteriosi numeri dei re ebrei).

Nell’introduzione il professor Irwin scrisse: ‘Le incongruenze apparenti e le contraddizioni aritmetiche’ non erano in realtà ‘nulla di tutto questo: si trattava invece d’elementi integrativi in un sistema cronologico valido ed esatto... Certi brani visti comunemente come palesi manifestazioni di negligenza, se non proprio d’ignoranza’ risultavano ‘sorprendentemente degni di fiducia... E’ una faccenda di primaria importanza apprendere ora che i libri dei Re meritano fiducia precisamente in quell’aspetto che prima suscitava solo derisione... Il professor Thiele ha recato un contributo rilevante alla nostra comune ricerca della verità.’

Queste parole provenienti da uno studioso che una volta si era fatto beffe delle cifre bibliche segnarono una svolta e da quel momento in poi l’insegnamento e gli scritti del professor Irwin mutarono direzione. Egli giunse a considerare con fiducia e rispetto ciò che in passato aveva deriso.

Ma che cosa bisogna pensare dei dati cronologici che avevano prima provocato diffidenza? Visti dall’esterno, i numeri si presentano in una situazione di disordine ininterrotto. Per esempio, in II Re 9:29 ci viene detto che ‘Ocozia (altrove tradotto Acazia)... era diventato re di Giuda l’anno undecimo di Ioram’, invece in II Re 8:25 ci riferisce che questo avvenne nel dodicesimo anno. La differenza è d’un anno solo, ma ciò ha un certo peso in quanto rivela un cambiamento nel metodo di calcolo cronologico da poco introdotto nella Giudea.

In II Re 3:1 ci viene narrato che ‘Ioram figlio di Acab, divenne re d’Israele in Samaria l’anno diciottesimo di Giosafat, re di Giuda’. Ma, conformemente a quanto si legge in II Re 1:17 questo avvenne ‘l’anno secondo di Ioram, figlio di Giosafat’. Ambedue le dichiarazioni sono veritiere, poiché dipendono da una reggenza in comune di Ioram con suo padre Giosafat. Ioram si trovava al secondo anno della reggenza in comune allorché Giosafat era nel diciottesimo anno del proprio regno.

Se, come si afferma in II Re 1:17, Ioram d’Israele incominciò a regnare nel secondo anno di Ioram di Giuda, quest’ultimo come avrebbe potuto iniziare il regno durante il quinto anno di Ioram d’Israele, secondo quanto leggiamo in II Re 8:16? Una interpretazione di questo genere farebbe incominciare a regnare ciascuno di questi re prima dell’altro. Eppure l’affermazione risulta esatta, poiché nel momento in cui Ioram d’Israele diventò re, Ioram di Giuda si trovava nel secondo anno della sua reggenza in comune con Giosafat! Allorché alla morte di Giosafat Ioram cominciò a esercitare il potere regale da solo, Ioram d’Israele era al quinto anno del proprio regno.
In questo modo notiamo che i numeri che a prima vista appaiono discrepanti si dimostrano giusti quando vengono compresi correttamente, anzi essi rivelano elementi d’un certo rilievo circa i regni dei monarchi ebrei. In aggiunta a questi punti relativamente semplici si presentano problemi maggiori seguendo i metodi originali cronologici utilizzati dai primi scrittori ebrei. Se li ignoriamo, non sarà possibile sincronizzare la durata dei regni in un complesso armonioso.
Un elemento importante consiste nel metodo di computo cronologico per gli anni di regno. Si usavano ordinariamente due metodi: uno era chiamato il resto dell’anno del calendario in cui un re saliva al trono. Il primo anno aveva inizio ufficialmente soltanto a partire dal capodanno successivo. Questo viene chiamato il metodo di conteggio dell’anno d’incoronazione. Secondo questo sistema le somme degli anni di regno concordano con il periodo di tempo assoluto. Questo era il sistema di cui si servivano nel regno di Giuda quando la monarchia unitaria di Davide e di Salomone fu dimezzata.

Però secondo un altro sistema il resto dell’anno civile durante il quale un re dava inizio al proprio regno veniva conteggiato come il suo primo anno e il suo secondo anno partiva dal capodanno successivo. Questo viene definito il calcolo dell’anno della non intronizzazione (ossia il sistema di calcolo che tiene conto dell’anno o parte di esso anteriore alla cerimonia ufficiale d’incoronazione - n.d.t.). Perciò un re che utilizzava questo sistema si trovava nel suo secondo anno, nello stesso tempo in cui un monarca che si serviva dell’altro sistema era al primo anno del proprio regno... Israele all’epoca dello scisma utilizzava il conteggio basato sull’anno anteriore all’incoronazione ufficiale... Nondimeno qualche anno più tardi, all’epoca dell’alleanza fra Giuda e Israele, la Giudea passò dal metodo basato sull’anno d’incoronazione al sistema in vigore in Israele, imperniato sull’anno anteriore all’ intronizzazione ufficiale. Questo avvenne allorché Ioram, figlio di Giosafat, si sposò con Atalia, figlia di Acab e di Iezebel d’Israele...

Tuttavia in Giudea, dopo aver utilizzato per quattro regni il computo che prendeva in considerazione l’anno che veniva prima dell’incoronazione, si ritornò al calcolo fondato sull’anno d’incoronazione e ci si attenne sino alla fine. Poi anche Israele adottò tale sistema e lo seguì fino al termine.
Inoltre nel periodo in cui Giuda seguiva il sistema dell’anno d’intronizzazione applicava il metodo anche per il re israelitico, benché Israele allora adoperasse il conteggio partendo dall’anno che precedeva l’incoronazione.
Per contro, Israele quando si atteneva al calcolo partendo dall’anno anteriore all’incoronazione e presentava un anno simultaneo concernente un re di Giuda, ove si faceva uso dell’altro sistema, non computava con il sistema giudaico bensì con quello vigente in Israele. Solamente dopo aver capito questo procedimento saremo in grado di far collimare i dati cronologici della sincronia e della durata del regno.

Ha anche un peso considerevole il mese in cui un sovrano incominciava il proprio anno di regno. Nella Giudea l’anno di regno aveva inizio nel mese di Tishri, in autunno. In Israele invece cominciava nel mese di Nisan, in primavera.
Talvolta nel corso della storia d’Israele e di Giuda vi erano delle coincidenze: tale era il caso nelle coreggenze, come quando Iotam fu insediato sul trono in compagnia di Azaria allorché questi fu colpito dalla lebbra (II Re 15:5).”

   
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