UNICITA’ DELLA BIBBIA
   
tratto da ‘EVIDENCE THAT DEMANDS A VERDICT’ di Josh McDowell - Vol. I.

UNICITA’ DELLA BIBBIA

Il prof. M. Montiero-Williams, ex-docente di sanscrito a Boden, ha trascorso 42 anni studiando i testi orientali e, confrontandoli con la Bibbia, ha scritto:
“Se volete, potete metterli in pila a sinistra sulla vostra scrivania; ma mettete la vostra Sacra Bibbia alla destra - da sola - e con una bella distanza tra di loro. Perché... c’è un abisso tra essa ed i cosiddetti libri sacri dell’Oriente che separa l’una dagli altri in modo totale, senza speranza e per sempre... un vero abisso che nessuna scienza del pensiero religioso può colmare.” (Sidney Collett, ‘All About the Bible’, Old Tappan - Revell - pp. 314-315)

F.F. Bruce, famoso studioso dei testi biblici, ha scritto che la Bibbia non è semplicemente un’antologia compilata da qualcuno, e la sua stessa diffusione nel mondo nelle numerosissime traduzioni la qualifica come un libro decisamente unico. Scritta in un arco di tempo di circa 1600 anni, attraverso 40 generazioni, da più di 40 autori diversissimi tra loro, in posti diversi, in tre lingue - Ebraico, Aramaico (la lingua comune del Vicino Oriente fino al tempo di Alessandro Magno, VI-IV sec. a.C.) e Greco (la lingua internazionale del tempo di Cristo), ha una sua unità così evidente che sorprende.

Bernard Ramm specifica che i manoscritti ebraici biblici sono stati preservati dagli ebrei come mai nessun altro manoscritto: “Con le loro ‘massora’ (parva, magna e finalis) tenevano il conto di ogni lettera, sillaba, parola e paragrafo. Avevano delle categorie speciali di uomini all’interno della loro cultura il cui solo dovere era quello di preservare e trasmettere questi documenti con praticamente perfetta fedeltà - scribi, avvocati, massoreti. Chi ha mai contato le lettere e sillabe e parole di Platone od Aristotele? Cicerone o Seneca?”
(B. Ramm, ‘Protestant Christian Evidences’, Chicago 1957 - Moody Press - pp. 230-231)
Vedremo altri esempi più avanti.

Risulta sorprendente inoltre che, confrontando per esempio il testo biblico con gli scritti di Shakespeare, la Bibbia fu copiata a mano molto più accuratamente degli altri testi che hanno beneficiato anche di più moderni mezzi di stampa.
Stupisce ancora la resistenza che la Bibbia ha avuto di fronte a tanti attacchi e persecuzioni. Nel 303 d.C., Diocleziano emanò un editto con cui voleva impedire ai cristiani il culto e voleva distruggere le loro Sacre Scritture, minacciando la perdita della libertà e dei diritti civili. Ma Eusebio registrò un altro editto emanato venticinque anni dopo da Costantino, suo successore, con il quale il governo finanziava cinquanta copie della Bibbia.
Durante tutto il Medioevo, il Papato combatté con ferocia la diffusione della Parola di Dio, al punto che bastava possederne una piccolissima porzione per essere messi al rogo.
Si sa che Voltaire, che morì nel 1778, affermò che entro un secolo il cristianesimo sarebbe stato spazzato via (certo lui non conosceva che la parodia del vero cristianesimo biblico, ecco perché lo disprezzava tanto!), ma solo cinquant’anni dopo la sua morte, la Società Biblica di Ginevra usò la sua stessa stampatrice e la sua casa per stampare pile di Bibbie! Quale ironia della sorte!

   
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