CON
NOE' NEL GRAN CANYON |
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da
LA REPUBBLICA - |
| Evoluzionisti
e creazionisti si sfidano sulle acque del Colorado In barca con
Noè, ma senza ingombranti coppiette di ippopotami, di tigri o di
elefanti, i crociati del Creazionismo, i lettori Neo-Creo della Bibbia
come un testo scientifico guardano a bocca aperta le pareti mostruose
del Grand Canyon e mormorano attoniti la preghiera del peccatore: "Se
Dio ha potuto sterminare l'umanità peccatrice con il Diluvio Universale
che ha creato il Grand Canyon, non possiamo che affidarci alla Sua Misericordia"
avvisa il loro Noè, il pastore della nuova arca dei penitenti che
guida la mistica crociera nella fossa più profonda della Terra. |
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Ma qualche miglio più avanti, il gommone degli infedeli li precede, traboccante di infedeli e apostati intestarditi nel credere che anche questa meraviglia geologica sia il prodotto di millenni e milioni di anni di erosione ed evoluzione. Il Colorado River, le sue acque dense e scure, le anse e le pareti del Grand Canyon sono diventati l'ultimo campo di battaglia tra i neo-creazionisti, versione mistica dei più maneschi neo-con, e i neo-pos, i neo positivisti che restano aggrappati alla loro fede nella scienza. Se
Darwin e Noè, le scimmie e il Diluvio Universale, ora si affrontano
anche tra le rapide del Colorado, come racconta il New York Times, è
il segno che la battaglia per riportare trionfalmente il Creatore dell'Universo
nelle aule scolastiche e ridimensionare il darwinismo infuria ormai oltre
i confini di quegli stati particolarmente pii, come il Kansas, dove la
fede nel "Disegnatore Intelligente" (l'eufemismo utilizzato
per non spaventare i non credenti) è tornata nei curriculum. O
come la Pennsylvania, dove la querela di un genitore laico contro l'insegnamento
scientifico della Bibbia è davanti a un tribunale. La possibilità
che le due tesi non siano necessariamente contraddittorie, che anche l'evoluzione
geologica e biologica possa essere stata disegnata e avviata da un Creatore,
come Einstein sospettava nella sua celebre frase, "Dio non gioca
a dadi con l'Universo", non tocca gli opposti fondamentalismi. E
la maestà stordente del Gran Canyon, la sua incomprensibile enormità,
è il genere di apparizione capace di scaldare le anime più
infiammabili. L'età della Terra, per tutta la comunità scientifica accreditata, si misura non in migliaia, ma in miliardi di anni, 4,5 miliardi, un tempo che ridicolizza la brevità dell'anagrafe biblica e, offre agli evoluzionisti un margine di tempo abbastanza lungo per rendere accettabile il progresso dalle amebe monocellulari a organismi complessi come George Bush. E che può difficilmente essere smentito misurando nei pochi decenni della esistenza umana abissi di tempo calcolati in miliardi di anni. Ma se sei mila anni sembrano davvero pochini anche ai più agnostici (le sole piramidi egiziane risalgono a tre millenni or sono) il National Center for Science Education ha dovuto muoversi per rintuzzare la marcia dei neo creazionisti e "affiancare" nell'insegnamento scientifico, secondo il Presidente Bush, la Bibbia ai testi classici. Sulla barca sponsorizzata dal Centro, i neo positivisti naturalmente digrignano i denti al pensiero che l'arca di Noè possa confondere la mente di buoni cristiani e di ingenui turisti con spiegazioni mitiche spacciate per verità sperimentali. Il fatto che soltanto l'1 per cento dei geologi e biologi prenda sul serio la "scientificità" della Bibbia, secono la Gallup, non rassicura il dottor Eugene Scott, la "tour guide" degli infedeli, perché altri sondaggi della stessa Gallup dicono che un terzo degli americani sono persuasi della verità letterale della Bibbia, quindi convinti che realmente sull'Arca si imbarcarono coppie, ovviamente eterosessuali, di ogni specie animale, che Giona fu inghiottito da una balena, che Eva abbia commesso l'imprudenza di mangiare la mela. "Basta un esame di campioni di roccia in questo Canyon, basta lo studio di un fossile di dinosauro - predica ai suoi turisti - per vedere che la teoria della Giovane Terra, fondamento dei neo-creo, crolla. Se la Bibbia dice che la terra non ha più di sei mila anni, dove abitavano i primi popoli indigeni d'America, che arrivarono qui dall'Asia 10 mila anni or sono, come sappiamo per certo?". I Darwninisti del pianeta delle scimmie annuiscono e scuotono la testa. Sono insegnanti, medici e ricercatori, gente che ha votato, dice l'inchiesta, quasi unanimemente per Kerry. Come i profughi dell'Arca del Noè che scivola sulle stesse acque hanno votato, in grande maggioranza, per Bush. La saldatura tra fede e politica, rende insanabile come un Canyon il rancore reciproco. La moderazione e la ragionevolezza non sono tratti che oggi caratterizzino questo, come ogni altro dibattito nelle società occidentali incarognite dalle inquietudini del cambiamento ed eccitate dagli sfruttatori di ansie. "Tutti
sappiamo che l'arcobaleno è fatto semplicemente da goccioline d'acqua
che rifrangono la luce bianca" tenta di dire il dottor Charlie Webb,
uno specialista in medicina d'emergenza che naviga coi neo positivisti
"ma questo non nega né afferma l'esistenza di Dio, è
un fatto, come l'età di questo Canyon scavato dal fiume".
"No", gli risponde dall'Arca Kathryn Crotts, moglie di un pastore
battista del North Carolina saldamente seduto sull'Arca dei fedeli "la
Bibbia ci dice che Dio camminò sul volto della Terra e questo Canyon
è la sua impronta". Vade retro, scimmia. |
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