LA
CHIESA PRONTA AD ABOLIRE IL LIMBO |
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ROMA
- Per la tradizione è il luogo dove finiscono i bambini che muoiono
prima di ricevere il battesimo, che non avendo mai visto la luce di Dio
sono nati e poi morti con il solo debito del peccato originale, che nella
fede cattolica è eliminato, appunto, solo al fonte battesimale.
Il «limbo», spazio astratto ai margini del Paradiso in cui
hanno trovato posto anche i santi patriarchi e i profeti di Israele vissuti
prima di Cristo, tuttavia non esiste. E' quello che si appresta a ribadire
la Commissione teologica internazionale, un organismo costituito dal Vaticano
in seno alla Congregazione per la dottrina della fede - la stessa presieduta
da Joseph Ratzinger prima della sua nomina al soglio pontificio -, i cui
teologi hanno individuato una diversa sorte per i bimbi non battezzati.
Li si troverebbe cioè non nell'inesistente «limbo»,
parola che peraltro non esiste nella Bibbia, bensì «nel contesto
del disegno salvifico universale di Dio, dell'unicità della mediazione
di Cristo e della sacramentalità della Chiesa in ordine alla salvezza». |
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| IL
CATECHISMO DI WOJTYLA - Già ora, del resto, il catechismo della
chiesa cattolica nella versione varata nel 1992 da papa Giovanni Paolo
II, prevede una sorte rasserenante per i bambini morti senza battesimo.
«La Chiesa - si legge al punto 1.261 - non può che affidarli
alla misericordia di Dio. Infatti la grande misericordia di Dio "il
quale vuole che tutti gli uomini siano salvati" (1 Tm 2,4), e la
tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: "Lasciate
che i bambini vengano a me e non glielo impedite" (Mc 10,14), ci
consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti
senza Battesimo». |
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