VIETATO PREGARE IN CAMPO
 
Tratto dal quotidiano "La Repubblica"

La federazione internazionale censura il comportamento della nazionale brasiliana ai Mondiali.
La scomunica della Fifa "Basta preghiere in campo" "Il calcio non deve diventare la vetrina di propaganda religiosa e politica".

ZURIGO - Niente più preghiere nè festeggiamenti a carattere religioso in campo prima o dopo le partite di calcio. La Fifa è decisa a vietare ogni forma di rito religioso o pubblicità mirante a reclutare adepti alle oltre 200 federazioni iscritte. La decisione sarà messa all'ordine del giorno del prossimo esecutivo fissato per il mese di settembre a Zurigo quando verrà deciso anche quali saranno le sanzioni in cui incorrerà chi violerà la nuova regola.

Una decisione maturata dopo lo "spettacolo" dato dalla nazionale brasiliana sul campo di Yokohama. Appena vinto il suo quinto titolo mondial, giocatori, tecnici, dirigenti, massaggiatori, addetti stampa, magazzinieri si erano buttati in ginocchio per ringraziare il Signore. Tutti uniti in una preghiera collettiva. Uno spettacolo che non è assolutamente piaciuto ai vertici della federazione calcistica internazionale, così come non è stato gradito il fatto che alcuni calciatori della Selecao abbiano scritto con il pennarello "100% Jesus" sulla loro maglia prima della premiazione.

Comportamenti simili, ha fatto sapere la Fifa attraverso il suo portavoce, non saranno più tollerati perché il calcio non deve essere vetrina per propaganda politica e religiosa, e anche le preghiere possono essere "strumentali" per interessi non meglio precisati di alcuni gruppi. Il riferimento è agli Atleti di Cristo. Ma la regola varrà per tutti: con più di 200 federazioni affiliate, la Fifa non vuole che sette di vario tipo e credo usino il calcio per farsi pubblicità o trovare nuovi adepti.

Domani il primo test. Cosa succederà se i brasiliani del Sao Caetano vinceranno la Coppa Libertadores contro l'Olimpia di Asuncion? Il club paulista fondato soltanto 13 anni fa da una colonia di emigrati italiani ha tra le sue file moltissimi Atleti di Cristo, calciatori che prima delle partite regalano copie della Bibbia ai loro avversari. E, soprattutto, cosa accadrà se a inizio dicembre, nella finale di Coppa Intercontinentale con il Real Madrid, si ripeteranno le scene già viste a Yokohama? In quel caso la Fifa, diretta "responsabile" di quel match, sarebbe costretta a intervenire.

   
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