TOMBE VUOTE - VERSOLAVITA

VERSOLAVITA
CHIESA CRISTIANA EVANGELICA dei Fratelli
Via Domenico Minichino 17-80147 Napoli (quartiere di Barra)
VERSOLAVITA
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TOMBE VUOTE
 
 

 
 
1.    INTRODUZIONE
 
 
 
Tutti i movimenti politici e religiosi  hanno il loro capo storico, il fondatore, l'ispiratore, un leader che ha fatto discepoli, e li guidati secondo una linea di pensiero.
 
Molte di queste persone famose sono morte, e benché siano ricordati, di loro resta solo una bell'immagine, piccoli frammenti di reliquie, o addirittura un corpo imbalsamato come quello di Lenin, troviamo.
 
In un monastero dell'Estremo      Oriente in Sri Lanka, ad esempio ,vi si trova una reliquia: un dente      del Buddha, incastonato come una pietra preziosa, ben esposto alla      devozione popolare.Per quei sacerdoti buddisti che lo esibiscono con      fierezza, quella minuscola reliquia conferma l'esistenza storica del      fondatore della loro religione, ma dà anche un'altra certezza: quella      della morte del loro dio come ogni essere vivente.

In una moschea in Tunisia, molti      fanno pellegrinaggi per chiedere grazie alla tomba del barbiere di      Maometto, seppellito con tre peli della barba del profeta.
 

In Italia si fanno pellegrinaggi      in tante parti per trovare le ossa secche di tanti "santi"      morti; e lì, come una catena di montaggio, si recitano loro infinite      preghiere.
 
 
In questi luoghi il commercio è fiorente: in Israele vendono a caro prezzo bottiglie in plastica a forma di madonne piene di acqua santa del Giordano, lo stesso si fa in tanti luoghi, come le recenti bottiglie a forma del monaco Pio di Pietralcina.
Ultimamente un'impressionante statistica di Lourdes, ci ha lasciato senza parole: sei milioni di pellegrini ogni anno acquistano candele a tonnellate spendendo in totale la modica cifra di 15 milioni di euro.
 

Un dottore A Lourdes dopo 20 anni di volontariato ha confermato di non aver mai visto un miracolo.

 
 
2.    UN ESSERE UNICO
 
 
 
Per i veri cristiani la cosa risulta essere molto diversa, il cristianesimo è l'unico movimento che può vantarsi di avere un Capo, un Maestro risorto dai morti per sempre.
 
 
QUESTA È LA DIFFERENZA DEL CRISTIANESIMO.
 
 
     
  • Solo il Signore Gesù non ha      lasciato reliquie sulla terra.
 
 
L'Apostolo Paolo con fermezza affermava: "Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa (Pietro), poi ai dodici Apostoli. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti..." (1 Corinzi 15:3-11).
 

Gli angeli, alle donne che cercavano Gesù fra i sepolcri, dissero: "Perché cercate il vivente tra i morti?" (Luca 24:5).
 

Già, perché si continua a cercarlo fra i tanti sepolcri pieni di ossa secche?
Ultimamente a Padova, per vedere le macabre ossa di S. Antonio, poste in una bara di vetro, si è formata una coda di persone di qualche chilometro.
Anche gli atei continuano a cercare fra le ossa secche e i pensieri senza speranza di Lenin, Darwin, Marx...
 
Ma cosa cercano? Cosa trovano? ALLA  FINE  NON  TROVANO  NIENTE.
 

Noi, come seguaci di Cristo risorto, invitiamo coloro che ancora cercano ad andare da Colui che è l'autore della Vita, Gesù.
 

GESU’  non ha mai detto di andare da altri, ma: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre..." (Matteo 11:28-29).
 
 
 
3.    LE DIVERSE POSIZIONI NEI CONFRONTI DELLA RISURREZIONE.
 
 
 
Quando si parla della risurrezione di Gesù Cristo, e di conseguenza della risurrezione dei morti ci si scontra con l'incredulità, il cinismo, l'ironia, Gesù stesso dovette riprendere i Sadducei, per la loro ignoranza e incredulità "Voi errate perché non conoscete né le Scritture, né la potenza di Dio", allo stesso modo oggi tante persone si ritengono colte, istruite, scientificamente preparate, e per tanto non si fanno abbindolare da simili fantasie, eppure sono disposte a credere alle teorie più strane, reincarnazione, trasmigrazione delle anime, tutto fuorché alla realtà che Dio è potente per resuscitare i morti, e che Gesù è veramente morto e risuscitato il terzo giorno.
 
 
Vi è poi la categoria dei religiosi per tradizione, o meglio credenti nominali, essi, credono alla risurrezione, ma per loro in realtà rimane più che altro un fatto storico, una data da ricordare una volta l'anno, un fatto accaduto tanto tempo fa, e che oggi si può ricordare attraverso delle belle e commoventi immagini sulle pareti di una chiesa, o rivivere con emozione per mezzo di una lettura evangelica d'occasione, il tutto si dissolve dopo i bei pranzi e le feste, senza avere prodotto cambiamenti, e soprattutto senza avere ricevuto consolazione e speranza.
 
 
Ma noi che ci riteniamo cristiani di fatto, perché crediamo in Cristo morto e risorto,
 
 
     
  • come interpretiamo e viviamo      realmente il fatto della risurrezione di Gesù?
  •  
  • Cosa ha portato, e cosa porta ogni      giorno nella nostra vita la fede in Cristo risorto?
 
 
 
4.    IL SIGNIFICATO SPIRITUALE DELLA RISURREZIONE.
 
 
 
La risurrezione di Gesù, è la dimostrazione che Egli non era semplicemente un profeta, un dottore venuto da Dio, uomo potente in opere.
 
Gesù è veramente chi diceva di essere, il Figlio di Dio, il Messia,
 
 
Lui stesso aveva annunciato la sua morte e la sua risurrezione, ed ora portava a compimento ciò che aveva dichiarato di fronte ai Giudei, "Io sono la risurrezione e la vita".
 
 
La tomba vuota che aveva lasciato era, ed è la dimostrazione, la prova della Sua perfetta divinità.
 
 
Il mondo lo voleva crocefisso, maledetto, sconfitto e umiliato, ma Dio Padre lo ha potentemente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra d'ogni altro nome, e davanti al quale ogni ginocchio si piegherà, gli uomini lo hanno incoronato di spine, il Padre gli ha ridato la corona della gloria, che gli apparteneva, e lo scettro di un regno che non avrà mai fine.
 
La risurrezione di Gesù, è l'adempimento di tutte le promesse di Dio.
 
 
Gesù ha  deposto la sua vita per ripigliarla poi…
 
     
  • dimostrando così in modo      inappellabile che in Lui solo tutte le promesse di Dio hanno il loro      "Si".
  •  
  • Lui può portare a compimento      perfetto ogni promessa, perché Cristo è morto, ma è anche risorto ed è      salito alla destra del Padre, e vive per sempre, la nostra fede e la      nostra speranza non sussistono perché la "tomba è vuota", ma      perché Cristo è vivente e glorificato!
 
 
 
5.    LE CONSEGUENZE NELLA NOSTRA VITA SPIRITUALE.
 
 
La certezza della salvezza e del perdono dei peccati.
 
Sulla croce Gesù prima di morire disse "Tutto è compiuto", e noi sappiamo bene che egli è stato il sacrificio unico e perfetto che ci libera da ogni colpa e ingiustizia, perché senza spargimento di sangue non vi può essere remissione dei peccati, così dichiara la  Scrittura, quindi non per opere o per meriti noi potremmo essere perdonati, ma solo ponendo fede nel sacrificio espiatorio di Gesù,
 
 
La Scrittura dica anche che: "Se con la tua bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti sarai salvato".
 
 
UN SALVATORE MORTO, INCAPACE DI SALVARE SE STESSO, NON CI SAREBBE STATO D'ALCUNA EFFICACIA, MA NOI CREDIAMO IN UN SALVATORE E SIGNORE RISORTO CON POTENZA DAI MORTI.
 
 
Egli non solo ha inchiodato l'atto accusatore che ci condannava, ma ha spezzato i legami della morte, e la sua risurrezione è la dimostrazione, e la certezza per tutti noi, che Dio ha pienamente accettato e gradito il suo sacrificio, se al contrario fosse rimasto nella tomba chi ci assicurava che eravamo veramente giustificati davanti alla giustizia di Dio? Romani 4:25, e in ogni caso come avremmo mai potuto avere l'opportunità di avvicinarci a Dio, se Gesù risorto non avesse inaugurata per gli uomini, la via per accostarsi al trono della grazia, Ebrei 10:19-20, e nel nome di chi potremmo noi innalzare le preghiere, le richieste sperando di essere ascoltati, se Gesù non fosse risorto, saremmo costretti a pregare un intermediario morto, e impotente, e sappiamo bene che Dio, non esaudisce, e non gradisce le preghiere rivolte ai morti, ma Gesù Cristo, il figliolo dell'Iddio vivente è risorto e siede alla destra del Padre, e ancora di più Egli intercede per noi, Romani 8:34.
 
La risurrezione di Gesù, è sorgente di forza spirituale.
 
Come peccatori, non solo abbiamo bisogno di perdono e giustificazione, ma anche di santificazione, e di forza spirituale e la stessa potenza che Dio ha mandato ad effetto in Cristo Gesù uomo per farlo risorgere dai morti, è la stessa che Dio manda ad effetto nella vita dei peccatori pentiti e ravveduti, per farli risorgere spiritualmente, Efesini 1:19-22, e non solo ma la risurrezione di Gesù, offre a tutti i credenti la certezza di ricevere vigore e vita spirituale in esuberanza, perché Cristo risorto e glorificato ha mandato lo Spirito Santo, Giovanni 7:38-39, Atti 2:32. Oggi ogni figliolo di Dio può e deve camminare in novità di vita perché non solo è morto con Cristo, ma è stato risuscitato in modo simile a Lui, Romani 6:4;
 
La risurrezione è sorgente di speranza.
 
Noi credenti abbiamo davanti una speranza eterna, grazie alla risurrezione di Gesù. Paolo parlando della risurrezione affermava che la fede di coloro che non vi credono è vana, e saremmo i più miserabili degli uomini se la nostra fede fosse solo terrena, I Cor.15:13-19, se Cristo non fosse risorto, saremmo ancora nei nostri peccati e per di più senza speranza, a che ci servirebbe lottare, soffrire, perseverare? Tanto vale mangiare, bere, e divertirsi, un giorno saremmo tutti morti senza alcuna possibilità di rifarci e ricominciare, ogni cosa persa sarebbe persa per sempre, ma Cristo, dice Paolo "è risorto, e anche noi risorgeremo", nella risurrezione di Gesù troviamo certezza, e speranza per affrontare e superare le inevitabili crisi, stanchezza nel cammino cristiano, paure, difficoltà, avversità, in tutto questo siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amato, ed è risorto a garanzia della nostra fede, coraggio anche per affrontare la morte, perché Cristo ha vinto la morte, e noi con Lui.
 
Le conseguenze pratiche nella nostra vita, e nel nostro cammino di fede.
 
"Ricordati di Gesù risorto d'infra i morti", anche noi se vogliamo continuare a perseverare e progredire nella fede dobbiamo costantemente ricordarci e considerare Gesù risorto.
 
Era il tema centrale della predicazione apostolica.
 
Il fatto e la certezza dell'avvenuta risurrezione avevano completamente cambiato la vita dei discepoli, sapevano di avere riposto la loro fede in un Dio vivente, che aveva parlato con loro, che aveva mangiato con loro, aveva camminato e sofferto con loro, lo avevano visto vivente, poi crocefisso, in fine risorto dai morti, questo dava loro forza per annunciare e predicare l'evangelo, a fronte d'ogni avversità e opposizione. Loro erano testimoni della risurrezione, come potevano tacere!
 
Un cambiamento di vita.
 
Il messaggio della risurrezione aveva anche cambiato il modo di vivere dei primi discepoli, avevano compreso che il fine della fede in Cristo non era un regno terreno, ma il regno eterno di cui il loro Signore era il sovrano, ben presto cominciarono a realizzare la portata delle parole di Gesù e cominciarono a capire che quando Gesù diceva che si sarebbero incontrati di nuovo, intendeva parlare della sua risurrezione e della loro risurrezione, la vita eterna e il regno dei cieli, non furono più concetti astratti, ma una fondamentale certezza, questo li portò a vivere in modo diverso, a praticare con coraggio e fede gli insegnamenti di Gesù, realmente non ricercavano più le ricchezze e gli onori del mondo, sapevano di essere destinati a possedere un'eredità molto migliore.
 
Rinunciavano alle loro case, ai loro averi, mettevano tutto in comune, un po' eccessivo, diciamo noi, forse, ma noi di fronte alla realtà della risurrezione come reagiamo, non dovrebbe la risurrezione di Gesù, pegno della nostra risurrezione, costringerci a vivere in modo più sobrio, sapendo che non siamo cittadini di questo mondo, ricordarci di Cristo risorto, non dovrebbe aiutarci a considerare la vita terrena in modo diverso, sapendo che non saremo sempre su questa terra. Sapendo di essere destinati ad una meta così gloriosa non dovremmo affrontare diversamente le nostre avversità, imparare ad essere più sereni, a vivere con più gioia, sapendo che: "La nostra fatica non è vana nel Signore", possiamo ottenere ogni giorno le forze necessarie per affrontare le fatiche dell'essere coerenti con la nostra confessione di fede, in ogni circostanza, e questa certezza di ricevere un giorno la corona della vita, grazie alla risurrezione di Gesù, dovrebbe accendere un fuoco nel nostro cuore, e spronarci a lottare per l'evangelo, con ogni costanza senza aspettarci nessun premio oggi, "perché grande è il nostro premio lassù nel regno dei cieli", ma non dimentichiamo che non vi può essere alcuna risurrezione, se prima non si passa per la croce e la morte!
 
Conclusione: Filippesi 3:7-10.
 
Paolo era disposto a tutto pur di avere maggior comunione con Gesù, e non solo, ma di poter conoscere più intensamente e in modo sperimentale la potenza della sua risurrezione, perché sapeva che la forza per continuare e progredire nel cammino verso la meta risiedeva proprio nel ricevere e realizzare giorno dopo giorno questa potenza che scaturisce da Cristo risorto, questo ci aiuta a comprendere che non sarà mai sufficiente quello che abbiamo realizzato fino ad oggi, la manna nel deserto durava giusto un giorno, all'indomani bisognava uscire per raccoglierne ancora, così noi dobbiamo impegnarci con costanza e serietà a ricercare ogni giorno la comunione con il Signore, Gesù risorto e vivente che presto ritornerà. Per noi credenti questa deve essere la speranza che ci accompagna "notte e giorno", nelle prove, continua ad avere fede, passeranno il primo, e il secondo giorno, e arriverà il terzo, il giorno della risurrezione, la liberazione dai legami della morte.
 
Ma per tutti coloro che non credono, la certezza della risurrezione di Gesù, dovrebbe produrre sgomento e timore, perché se Cristo è risorto, significa che esiste una risurrezione dai morti, un giorno il Signore farà udire la sua voce maestosa e potente, e i morti usciranno dalle tombe, in risurrezione di vita eterna per quelli che hanno operato bene, in risurrezione di giudizio per tutti coloro che non avendo ricevuto Gesù Cristo come loro Signore e Salvatore, dovranno rendere conto di tutte le loro opere, ed essere giudicati per tutti i loro peccati, non v'illudete ogni promessa di Dio ha il suo compimento in Gesù risorto, ed è scritto che: "L'uomo muore una sola volta dopo di che viene il giudizio e la morte eterna". Ma per ogni persona che per fede oggi lo vuole ricevere nel proprio cuore, Gesù Cristo, il Signore risorto dai morti, proclama a gran voce:
 
"Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me anche se muore vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà mai"
 
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DATA DELLA PRIMA PUBBLICAZIONE GENNAIO 2004
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